Santa Eufemia a Rovigno
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Da quando nel lontano mattino del 13
luglio dell' 800 è miracolosamente approdato il sarcofago di marmo con
il corpo di S. Eufemia Rovigno è stata indissolubilmente legata a questa
protomartire cristiana.
Cosi come il panorama di Rovigno è inimmaginabilmente senza il suo elegante
campanile con il cima la statua della Santa, il quale si innalza verso
il cielo e si congiunge alle nubi e alle stelle, e sembra faccia da sentinella
al di sopra dei tetti, delle calli, delle scalette, dei pini e dei gabbiani,
cosi è inimmaginabile la sua storia senza il culto di S. Eufemia.
Da secoli numerosi pellegrini provenienti da tutta l' Istria si riversavano
nella città, nella sua chiesa soprattutto nel giorno della festa (16.
9.) della Santa davanti al sarcofago con il suo corpo.
Dinanzi al sarcofago si effettuavano ed eseguivano i voti, si pregava,
si ringraziava, ci si pentiva, si accendevano candele, in nome della più
sincera fede, la quale ha protetto questo popolo lungo la sua via crucis,
sull' avara terra rossa lungo i corsi storici.
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Solo il Signore è a conoscenza dei miracoli
avvenuti per intercessione di questa santa; della venerazione da parte
di fanciulle siano esse figlie del popolo o di famiglia patrizia, di origine
slava o romana che portavano il suo nome: Eufemia, Femi, Ita, Fiammetta...,
sia vivessero i loro giorni terreni in misere case o in signorili palazzi.
Tante sono le leggende belle e istruttive che s'intrecciano intorno alla
figura di S. Eufemia e che esternano la fiducia e l' amore intrinseco
di questo popolo alla sua Santa.
Che cosa ci dicono della sua vita i dati storici?
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Santa Eufemia nacque nella città di
Calcedonia vicino a Costantinopoli, in una distinta famiglia patrizia.
Da giovane ricevette un' educazione cristiana e nella sua città si distinse
per bellezza e virtù. Come figlia di un cittadino distinto, frequentò
probabilmente qualche scuola a Calcedonia, giacché talvolta appare in
tunica studentesca.
Al tempo dell' impero di Diocleziano, il quale perseguitava i cristiani,
venne condannata e rinchiusa assieme ad altri 49 cristiani per aver rifiutato
di immolare una vittima al dio pagano della città.
Venne torturata in vari modi, soprattutto subì la tortura della ruota;
ma quando, anche dopo questa tortura rimase fedele al Cristo a ferma nella
sua decisione di non offrire sacrifici alle divinità pagane, venne gettata
in pasto ai leoni nell' arena. I leoni la uccisero ma non divorarono il
suo corpo suscitando lo sgomento del pubblico pagano presente. Aveva soltanto
15 anni quando sopportò queste torture in nome della fede. Ciò accadde
il 16 settembre del 304 (vedi affresco vicino al sarcofago della Santa).
Il suo corpo venne custodito dai fedeli cristiani che l' avevano sepolto
in luogo sicuro a Calcedonia. Quando venne riconosciuta la religione cristiana,
al posto della sua tomba essi eressero una grande chiesa.
In questa chiesa nell' anno 451 davanti al suo corpo si tenne il concilio
di Calcedonia.
Quando nell' anno 620 la città di Calcedonia venne conquistata dai Persiani
i cristiani avendo paura che i conquistatori profanassero le reliquie
della santa vergine portarono il sarcofago a Costantinopoli nella grande
chiesa che l' imperatore Costantino fece erigere in suo onore. Qui il
corpo di S. Eufemia rimase fino all' anno 800.
A Quel tempo a Costantinopoli regnava
l' imperatore Niceforo il quale era iconoclasta (nemico della venerazione
delle immagini sacre). I fedeli temevano che anche le reliquie di S. Eufemia
venissero profanate. La leggenda narra che in una notte di tempesta il
sarcofago di marmo con il corpo della martire sparì da Costantinopoli.
Forse dei pescatori devoti la caricarono sulle loro barche con l' intenzione
di portarlo in uno posto sicuro. Nello stesso anno (800) miracolosamente,
per via mare approdò a Rovigno.
La tradizione vuole che i cittadini di Rovigno si siano prodigati per
tutto il giorno con buoi e cavalli cercando di tirare a riva il sarcofago.
Vi riuscì un ragazzo con due giovani giumente.
Questo a dimostrazione che quando Iddio vuole una cosa a lui non sono
necessari né animali forti e muscolosi né la capacità umana ma preferisce
servirsi di forze deboli.

In questo caso senza ombra di dubbio
Iddio ha voluto onorare colei che l' aveva difronte al mondo pagano, sopportando
in nome del Figlio di Dio le torture e la morte nell' arena.
"Io sono Eufemia di Calcedonia, e spargendo il mio sangue divenni
sposa di Gesù Cristo." Con queste parole la Santa si presentò al
ragazzo - sempre secondo la stessa testimonianza - e lo mando in riva
al mare con le sue giumente affinché portasse a terra il sarcofago di
marmo contenente il suo corpo che divenne simbolo e gloria di Rovigno.
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